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I PRODOTTI
TIPICI DELLE NOSTRE TERRE |
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IL
PARMIGIANO REGGIANO |
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Gli ingredienti del
Parmigiano-Reggiano sono naturali e semplici: il latte della
“zona tipica”, il caglio, l’arte del casaro e la lunga stagionatura
naturale. Lo si ottiene dalla trasformazione del latte di
circa 20.000 aziende agricole: un latte di ottima qualità
dal punto di vista delle proprietà microbiologiche e chimico-fisiche,
condizione essenziale al suo utilizzo crudo senza trattamenti
termici e senza aggiunta di additivi, coloranti e conservanti.
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IL
GRANA PADANO |
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Formaggio a pasta cotta, dura,
prodotto con latte vaccinato parzialmente scremato per affioramento
e stagionato da 1 a 4 anni.
Parente stretto del Parmigiano Reggiano. |
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IL
PROSCIUTTO DI PARMA |
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Dolce il sapore,
roseo il colore, delicato il profumo. Il Prosciutto di Parma
è inconfondibile. E la Corona Ducale del Consorzio premia
l'impegno e le fatiche dei suoi produttori. Sulla coscia o
sulle comode confezioni di Prosciutto di Parma pre-affettato
cambia la presentazione, ma la garanzia è una: la Corona Ducale.
Per assicurare ai consumatori che è proprio lui, Sua Maestà
il Prosciutto di Parma. |
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IL
PROSCIUTTO COTTO |
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Si ricava dalla
coscia di maiale disossata, conciata in salamoia e cotta a
vapore in speciali stampi. Non richiede stagionatura e viene
quindi avviato subito al consumo che ha alti indici in tutta
Italia. Il prosciutto cotto si apprezza infatti, sia consumato
direttamente sia quale ingrediente di numerose ricette. |
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IL
CULATELLO DI ZIBELLO |
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La raccolta provinciale
degli usi della C.C.I.A.A. di Parma, nella parte relativa
alla classificazione dei salumi definisce così il culatello;
"culatello detto Culatello di Zibello, ossia la parte muscolosa
degli arti posteriori del suino. |
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LA SPALLA COTTA DI SANSECONDO |
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È prodotto
tipo locale e dal luogo, dove nei secoli scorsi massima ne
era la produzione, prende il nome. In antichi documenti se
ne trova traccia già nel 1170, quale corrispettivo dell'affitto
dovuto dai contadini per la coltivazione delle terre. La "spalla"
deriva dalla scapola del maiale e la si può degustare tanto
cruda quanto cotta, anche se ai più è nota sotto quest'ultima
forma. La preparazione è molto semplice e consiste nella bollitura,
per circa 3-4 ore, in abbondante acqua, del salume ancora
fresco. |
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IL
SALAME DI FELINO |
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Un piccolo comune parmense,
Felino, gode di grande fama tra i buongustai perchè
è il luogo di produzione del salame più rinomato
d'Italia. Viene preparato solo con carni scelte di suino e
viene insaccato in budelli diversi, adatti a brevi o lunghe
stagionature. |
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LA
PANCETTA |
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E' prodotta ovunque sia praticato
l'allevamento del maiale ed è l'elemento fondamentale
di molte ricette nordiche. Nella tradizione italiana è
invece proposta cruda con altri salumi affettati mentre in
cucina partecipa a preparazioni quali salse, battuti per zuppe
e minestroni. |
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LA
COPPA
PIACENTINA |
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Salume ricavato dal muscolo
del collo del maiale aderente alle vertebre cervicali, è
un prodotto tipico tramandato da secoli che trova nel Piacentino
la massima espressione in quanto a pregio e bontà. |
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I
CICCIOLI |
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I ciccioli, è un salume
ottenuto pressando un impasto costituito da carni magre e
grasso solido o parti ricavate dalla testa, dalla gola o da
altro taglio suino. |
I PRODOTTI
TIPICI DEL SOTTOBOSCO |
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I
FUNGHI DI BORGOTARO |
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Appartengono
al regno vegetale, ma non hanno foglie, fusti, fiori, radici;
pertanto si riproducono per mezzo delle spore, corpiccioli
microscopici corrispondenti ai semi delle piante superiori,
dalla cui germinazione si forma il micelio, un intreccio di
minutissimi filamenti, detti ife, seminascosti nel terreno
o sotto lo strato fogliare. E’ il micelio il vero fungo, mentre
quello che comunemente viene indicato con questo nome altro
non è che il carpoforo, ossia il frutto. I fattori climatici
favorevoli alla nascita dei funghi sono le alte temperature
congiunte all’umidità atmosferica, mentre il caldo secco,
il vento e il freddo fungono da ostacolo. |
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IL
TARTUFO NERO DI FRAGNO |
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I tartufi sono
funghi che vivono nel sottosuolo in simbiosi con radici di
piante. Hanno l'aspetto di tuberi costituiti all'interno da
una massa carnosa detta "gleba" ed all'esterno da una corteccia
detta "peridio"; sono costituiti in alta percentuale da acqua,
fibre e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le
radici dell'albero con cui vive in simbiosi. |
I VINI DEI
COLLI DI PARMA |
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LA MALVASIA |
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Per accompagnare
tante bontà non potevano mancare i vini delle colline, tra
cui troviamo i gustosi bianchi: malvasia e sauvignon. |
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IL LAMBRUSCO |
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Il
primo si presta egregiamente ad essere consumato con gli antipasti
ed i primi piatti, il sauvignon, vitigno di tipo aromatico
dà un vino delicato e gentile e nel contempo austero e signorile,
apprezzato soprattutto nella ristorazione dove riscuote notevoli
successi accompagnando tradizionalmente i bolliti. |
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LA FORTANA |
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Dalla vinificazione
di due varietà di uve rosse che concorrono in misura diversa
si ottiene un vino rosso, il Doc “Colli di Parma”. |
LA PASTA |
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I TORTELLINI DI ERBETTE |
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Gli ingredienti sono:
farina, uova, sale e inoltre il ripieno prescelto, a seconda
che si vogliano preparare ravioli di magro o di carne. Per
preparare la pasta ripiena si usa in genere un quantitativo
di uova leggermente ridotto: ad esempio per 400 g. di farina
sono sufficienti 2-3 uova, aggiungendo in sostituzione delle
uova un pò di acqua. |
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GLI ANOLINI |
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Mettete
quindi la farina a fontana sulla spianatoia, salatela e rompete
le uova al centro; poi cominciate a lavorare gli ingredienti,
come spiegato per la pasta all'uovo, unendo a mano a mano
un po' d'acqua, fino ad ottenere un impasto sodo ed elastico
lavorato per 10-15 minuti, con energia. Per farcire la pasta
potete utilizzare diversi sistemi a seconda che vogliate preparare
agnolotti, ravioli o tortellini. |
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LA BOMBA DI RISO |
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Il cereale principe
della nostra cucina in 40 ricette dolci e salate. una piccola
parte del ricco repertorio di piatti tradizionali italiani
a base di riso, con ricette adatte sia ai neofiti della cucina
sia ai più esperti e curiosi. |
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LA
PASTA DURA |
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Allegra, conviviale,
corta, liscia, lunga, rigata. Il prodotto più amato della
cucina italiana.
Oggigiorno si può tranquillamente affermare che la
capitale della pasta è Parma con le sue numerose industrie
conosciute in Italia e in Europa. |
I SECONDI PIATTI
TIPICI |
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LO STRACOTTO CON POLENTA |
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La storia della carne
è vecchia come l'umanità. L'uomo primitivo la mangiava cruda
poi, con la scoperta del fuoco, imparò ad arrostirla e, molto
molto più tardi, imparò a prepararla in modi più elaborati.
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IL
COTECHINO |
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Immancabili nei bolliti misti,
ma apprezzati anche come unici protagonisti di una portata,
i salumi da cuocere si distinguono dagli altri insaccati,
come salsicce e salami, in quanto nell'impasto contengono
anche parti di cotenna macinata. |
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LA TRIPPA O BUZICA |
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Rimane comunque
una base importante della nostra alimentazione in quanto molto
ricca di proteine, indispensabili per una nutrizione equilibrata.
I mezzi e i modi di cottura sono diversi e prima di elencarveli
vi ricordiamo che sopra ogni cosa vige la regola che per avere
una carne buona e saporita i suoi sughi devono sempre rimanere
al suo interno. |
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LO
ZAMPONE |
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Gli emiliani sono sapienti confezionatori
di salumi e a loro si deve questa specialità costituita
da un saporito impasto di carni suine insaccate nella pelle
della zampa anteriore del maiale. |
I DOLCI |
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LA TORTADI RISO |
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LA
SPONGATA |
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La spongata è
un dolce di origine orientale, discendente diretto di quei
pani mielati e pepati che i mercati medievali italiani erano
soliti riportare, attorno all'XI sec., dai loro viaggi in
Asia. Appartiene pertanto alla famiglia dei cosidetti pan
pepati, quei caratteristici dolci in cui, oltre a ingredienti
zuccherini, sono presenti svariate spezie. |
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LE VIOLETTE DI ZUCCHERO |
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